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Qualcosa però che ti
chiama indubbiamente. La presenza sensibile di una mancanza, si potrebbe
dire. Certo qualcosa di imparentato col sogno. Entità che popolano la
dimensione artistica della vita. Pennellate, come le tue, piene di colore e
calore, piene di desiderio, senza che prendano la forma di qualche oggetto.
Perché vanno oltre i contorni di qualsiasi oggetto.
“Fare quadri è anche
un modo di scrivere un diario. Forse qualcosa in più: perlustra il possibile
senza essere troppo trattenuti dal ragionamento. Si ragiona poi, chiedendo
al quadro di mostrarci il suo messaggio”.
(Eugenio
Guarini)
Vi invito visitare il suo sito: www.eugenioguarini.it
I colori si incontrano
per emozione.
Nei giorni che rincorrono i giorni non c'è proprio nulla
che accada per caso, niente può essere considerato scontato e poi
dimenticato in qualche angolo polveroso della memoria. Capita, ma non è così
e chiunque sia convinto del contrario è o troppo pigro o troppo affrettato. In entrambi i casi, spiegare e spiegarsi la sorpresa come
casualità è tristemente banale. La semplicità dinanzi allo stupore che tutti avremmo il
dovere di sperimentare e dimostrare, almeno, con un brillio negli occhi, è
semplicemente colpevole. Come ogni dettaglio quotidiano possiede un proprio senso,
privato ed eccezionale, così accade che i colori non si incontrino per
circostanza.
I colori si incontrano
per emozione
e possono destabilizzare, mandare all'aria castelli costruiti con le
carte dell'abitudine. Così il viola può accendere una scintilla di vitale pazzia
e gioia d' esserci, il giallo nasconde la puntura di un dolore rapido ma
profondo, il grigio si svela e si mostra per ciò che è: non piatta assenza
ma vivace attesa. Il bianco non solo è il sottinteso colore della luce
accecante, quella delle emozioni forti come lo sono amore e terrore
improvvisi, ma anche il luminoso sigillo del gelo sprezzante. Il blu è sogno, solo, spaventosamente, sogno.
Nella spatolata ora decisa, ora lieve, c'è tutto il mistero
della contraddizione che i colori possiedono e la consapevolezza della loro
danza armoniosamente caotica. E le mani, testimoni di questa danza, diventano artefici
della creazione su tela. Le mani conoscono la pazienza dei freddi, la
passione delle sfumature calde, sanno essere riflessive od impetuose
attraverso i gesti che imprigionano il colore senza renderlo schiavo. Solo
complice. E allora, alla fine, i colori, la tela, diventano specchio
di un attimo di vita in cui perdersi, sognare, divagare, emozionarsi e
sfiorare il limite della propria, personale, follia.
Tutto questo è pura esistenza per colui che possiede mani
che sanno vivere una vita che è gioco di sfumature, materia, magia del
movimento.
(Commento a: ”Fioritura spontanea” – di G.)
Due ringraziamenti: il primo al pittore-filosofo Eugenio
Guarini, attraverso il quale ho scoperto l' “ONTONAUTA (un navigante
dell'essere) uno che va via, esce di casa, esplora la vita e cerca se
stesso lungo il cammino” il secondo all'amico Frisko per le migliorie
apportate a questo stupendo sito.
Da ultimo un ringraziamento a Gabriele, Claudia, Dada, Fulvio e
Roberto per avere apprezzato i miei quadri.
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